Se questo è un bambino

Roma, 26 aprile 2021
Ricordando il 25 aprile 1945…
Le ferite del fascismo le porto con me, laceranti, dolorose e continuano a farmi male, perché? Mio padre non fu mai un bambino, ricordo che aveva l’ossessione di capire cosa gli fosse accaduto durante la dittatura fascista. Non raccontava molto, era taciturno seppur agli altri mostrava la sua personalità allegra, brillante e scherzosa, ma il suo carattere era chiuso anzi sigillato, nascondeva il suo segreto, la sua infanzia negata. La dittatura distrusse: i sogni, gli ideali, la libertà di pensiero, di sorridere, di mangiare, leggere, di ascoltare, di passeggiare senza dover scappare dalle ronde fasciste, dalle bombe, il coprifuoco, di non essere balilla e marciare come un burattino, di non dover vedere cadaveri straziati e tanto sangue, di non aver il terrore che mio nonno ascoltasse radio Londra, di non dover uscire di notte a prendere la legna tra le macerie delle case distrutte per riscaldarsi, e la fame..Di non dover vedere in piazzale Loreto i corpi dei gerarchi fascisti, di Benito Mussolini e di Clarice Petacci insieme a mio nonno.. C’era odio si tanto odio, una folla sommersa, urla imprecazioni e sputi, si, scempio sui corpi, orrore, odore acre di morte e di sangue. Mio padre aveva 13 anni, era un bambino ma doveva essere un uomo perché si sentiva responsabile della sua famiglia, delle sue sorelle e della sua mamma, e dovevano sopravvivere per non morire come tanti bambini del periodo del fascio.
Se questo è un bambino…

#sequestoèunbambino

Odori del tempo

Avatar di maria saporitiArtblog

Ho sentito l’odore della mia vita passata, un calore che mi riempiva l’anima con estrema dolcezza e candore. Li ho visti con la mia luce del sonno, mi sorridevano!

L’odore della casa dei miei nonni, di caffè e di fresco bucato, molto accogliente e familiare.La scala del terrazzo, mia madre li, bellissima che mi prendeva in braccio per portarmi giù. La nonna indaffarata a servire il caffè e, mio nonno di spalle che indossava un pigiama a righe bianco e blu; era molto alto e vedevo solo le sue pantofole marroni e le caviglie magre ossute come le mie.

Mia sorella ed io piccoline correvamo per casa, ed i grandi ci sorridevano. Era una domenica mattina di primavera. La casa era piena di aria e luce, i raggi del sole penetravano le stanze e le tende bianche svolazzavano. Il soggiorno aveva un balcone che affacciava su un grande giardino condominiale…

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La forza delle donne

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Odori del tempo

Ho sentito l’odore della mia vita passata, un calore che mi riempiva l’anima con estrema dolcezza e candore. Li ho visti con la mia luce del sonno, mi sorridevano!

L’odore della casa dei miei nonni, di caffè e di fresco bucato, molto accogliente e familiare. La scala del terrazzo, mia madre li, bellissima che mi prendeva in braccio per portarmi giù. La nonna indaffarata a servire il caffè e, mio nonno di spalle che indossava un pigiama a righe bianco e blu; era molto alto e vedevo solo le sue pantofole marroni e le caviglie magre ossute come le mie. 

Mia sorella ed io piccoline correvamo per casa, ed i grandi ci sorridevano. Era una domenica mattina di primavera. La casa era  piena di aria e luce, i raggi del sole penetravano le stanze e le tende bianche svolazzavano. Il soggiorno aveva un balcone che affacciava su un grande giardino condominiale; io, tra le sbarre tubolari della ringhiera ,vedevo i gatti che salivano sugli alberi alti e secolari dai fusti possenti, e intravedevo  i cespugli di gardenie variopinte. Ricordo l’odore del giardino, quello dei gatti! Ho nostalgia di quegli odori, del cibo della domenica, del ragù, dei dolci fatti in casa. … mio padre, quando si radeva ,e ,del suo dopobarba, la radio, che ascoltava mentre era in bagno, ed il susseguirsi dei suoi commenti. La vita quotidiana scorreva serena come se fosse eterna e nulla avrebbe turbato i nostri animi.

La forza delle donne

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